Alla fine del
sedicesimo secolo vediamo Joseon (Corea) affrontare considerevoli difficoltà
politiche ed economiche. Gli incessanti conflitti politici portarono ad una corruzione
galoppante, che risulto’ in una profonda confusione nel sistema fiscale. Gli
effetti dei conflitti interni raggiunsero, inevitabilmente, i governi regionali,
destabilizzando l’intera politica nazionale. La immeritata nomina di funzionari
governativi, con la loro rovinosa gestione che inevitabilmente ne risulto’,
fece nascere, tra la gente, profondi sentimenti di sfiducia e di rancore. In
questo clima di totale abbandono, ci fu un deciso declino nella disciplina
militare e la difesa nazionale fu messa seriamente a rischio.
Nel frattempo, all’altra sponda dello stretto di Corea, Toyotomi
Hideyoshi nel 1590 mise fine a 150 anni di guerra civile unificando, sotto il
suo regno, l’intera isola Giapponese. Durante l’opera di unificazione,
Hideyoshi cerco' di ridurre il potere dei signori feudali (daimyo), che
a quel tempo rappresentavano la minaccia piu’ grave alla sua autorita’, e
quindi rinforzare il potere del
governo centrale. Con queste intenzioni, Hideyoshi progetto’ l’invasione dei
paesi limitrofi in modo da poter meglio controllare i territori interni
attraverso la donazione dei territori stranieri ai signori feudali locali. In
un primo momento Hideyoshi chiese alla Corea di aiutarlo nella conquista della
Cina dei Ming. Quando questa rifiuto’ l’offerta, Hideyoshi decise di invadere
la Corea con il pretesto di ‘battere la strada per la conquista della Cina’.
Come risposta il governo Coreano mando’ un gruppo di delegati alla corte
Giapponese per cercare di capire la possibilita’ di una imminente invasione,
ma i loro rapporti discordanti divisero ulteriolmente una Corte
Reale gia’ profondamente lacerata da fazioni interne.
Corea, una nazione che per secoli era abituata alla pace, fu colta
completamente impreparata quando il Giappone invase la peninsola nell’aprile del 1592 con una forza
militare di 160.000 truppe. Ad opporre resistenza alle truppe giapponesi,
numericamente e tecnologicamente meglio preparate, un esercito coreano che era
mal equipaggiato e senza speranza.
Il perimetro di resistenza a sud del paese fu facilmente eliminato nel giro
di pochi giorni; conseguentemente le forze giapponesi iniziarono la loro marcia
verso nord senza incontrare una vera resistenza.
Il Re Coreano Son Jo, lascio’ il palazzo reale per raggiungere
Pyung Yang con il suo unico figlio nell’aprile dello stesso anno. Due giorni
dopo, le truppe giapponesi raggiunsero la capitale Seul: tutto a soli diciotto giorni
dall’approdo nel porto di Pusan a sud del paese.
Continuando la loro marcia a ritmi serrati verso il nord,
sconfiggendo ogni armata Coreana che ebbe il coraggio di confrontarli, il re
Son Jon con la sua corte lasciarono la difesa di Pyung Yang e fuggirono verso
Uiju nella parte piu’ settentrionale della peninsola Coreana.
Il popolo Coreano reagi furiosamente verso
l’incompetenza and l’irresponsabilita’ del
re e della sua corte. In soli due mesi l’intero paese era, praticamente, nelle
mani dell’invasore.
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