Fortunatamente
la Corea non aveva ancora perduto il controllo marino. Poiche’ la spedizione di
rifornimenti via terra sarebbe stata troppo costosa in termini di tempo e di
risorse, le truppe giapponesi speravano, visti gli ottimi risultati ottenuti,
di poter approviggionare le truppe via mare e seguirle nella loro avanzata
verso nord facendo uso della costa sud-occidentale come punto di approdo. In
questo, comunque, le truppe giapponesi vennero disilluse: la lunga serie di
successi navali dell’Ammiraglio Yi Sun-sin non soltanto ripagarono delle
perdite subite dalle truppe di terra, risollevando un morale quasi
completamente a terra, ma misero le truppe giapponesi in seria difficolta’
quando le loro linee di approvvigionamento e comunicazione furono completamente
tagliate e portando, cosi, la loro avanzata ad un improvviso arresto. Di
seguito riportiamo gli event storici riguardanti le piu’ importanti vittorie
chiave dell’Ammiraglio Yi.
1.
La
battaglia di Hasan e la formazione ad “Ala
di Gru”
Dopo
una lunga serie di continui successi iniziati nel maggio 1592, l’Ammiraglio Yi
Sun-sin fu impegnato nel riorganizzare e riportare la sua flotta nella sede
principale di Yosu.
Nel
frattempo Hideyoshi cercava l’opportunita’ di risollevarsi dal terribile
disonore subito per le recenti sconfitte navali. Per prima cosa Hideyoshi
cerco’ di ristabilire una via di
approvvigionamento sicura: per questo doveva necessariamente liberarsi della
flotta navale Coreana. Con questo obiettivo in mente l’imperatore mando’ a
Ung-Chun una prima flotta di 70 navi al cui comando mise uno dei suoi piu abili
generali, Wakisaka Yasuharu, piu’ un distaccamento di forze speciali. Come
secondo dispiegamento mise il generale Kuki Yoshitaka a comando di altri 40
vasselli e piu’ tardi una terza flotta, comandata dal generale Kato Yoshiakira,
si uni’ alle altre due.
Accortosi
di questi dispiegamenti, l’Ammiraglio Yi formo’ una flotta di 51 navi ottenute
unendo le forze dell’Ammiraglio Yi Ok-ki con le proprie e salpo’ alla
volta
di Kyonnaeryang, dove Wakisaka con le sue truppe erano attraccate. L’Ammiraglio
Coreano Won-Kyun si uni alle forze di Yi lungo la strada.
Yi
Sun-sin capi’ che il canale di Kyonnaeryang, con le sue strette sponde e con il
suo fondale roccioso, non era un posto ideale per dare battaglia: le sue navi
si sarebbero scontrate le une con le altre e le vicine sponde avrebbero dato
una via di rifugio al nemico in caso di sconfitta.
L’ammiraglio
Yi cerco’, quindi, di attirare il nemico in mare aperto davanti all’isola di
Hansan-do. Poiche’ quest’isola e’ situata lontano dalle coste della peninsola,
le forze navali coreane avrebbero avuto il vantaggio di attaccare il nemico
senza preoccuparsi di una eventuale via di fuga. Persino nuotare verso le
lontane coste significava una morte sicura.
Seguendo
questa strategia, l’ammiraglio Yi posiziono’ la maggior parte della flotta
vicino alla citta’ di Hansan, e ordino’ cinque o sei Panakseon (nave con
copertura in legno) di raggiungere il canale di Kyonnaeryang. Non appena i
giapponesi avvistarono questo piccolo gruppo di navi Coreane, essi salparono
precipitosamente per offrire loro battaglia.
A
questo punto Yi ordino’ alle stesse navi di tornare indietro come se
intenzionate a ritirarsi verso Hansan, dove il resto della flotta era in
attesa. Come da copione, la flotta giapponese, eccitata dal pensiero della
codardia coreana, e forse anche dal pensiero di essere ricompesati
dall’imperatore Hideyoshi per le loro gesta, comincio l’inseguimento. Nel
frattempo, Yi, si assicuro’ di
mantenere una certa distanza tra la sua flotta ed il nemico, e non appena
quest’ultimo raggiunse il punto prestabilito in mare aperto ordino’ gridando:
“Ora,
giratevi e affrontate il nemico! Attaccate prima la nave ammiraglia !”
[Informazione:
Formazione ad “ala di Gru” (coreano: Hagik-jin): una delle famose formazioni
introdotte dall’Ammiraglio Yi. Una nave tartaruga guida un distaccamento di
navi con una formazione a curva che ricorda un’ala di gru. Quando la formazione
raggiunge il nemico, quest’ultimo e’ accerchiamo gia’ prima dell’attacco. Nel
rinomato giornale di storia Giapponese “History Study” (歷史硏究,
May 2002) viene rivelato che la formazione a ‘T’ dell’Ammiraglio Togo, usata
nella battaglia di Tsushima, e’ derivata dalla formazione dell’Ammiraglio Yi.]
Immediatamente,
la flotta Coreana cambio’ rotta per affrontare il nemico seguendo una
formazione ad “ala di gru”, circondando le navi in un semi-cerchio: la flotta
giapponese era gia’ circondata prima ancora di accorgersi di quanto stava
accadendo. Con poco spazio a disposizione per tentare qualsiasi manovra, il
nemico non poteva far altro che cercare di sopravvivere alla pioggia di frecce
infuocate e cannonate che Yi stava versando su di loro. Vedendo cosa stava
accadendo ai compagni in prima linea, il retro della flotta giapponese tento’
di ritirarsi in gran fretta e confusione, seguite con grande determinazione
dalle forze coreane. In questo inseguimento l’ammiraglio Yi affondo’ 47 navi
nemiche, ne catturo’ 12 e lascio’ Wakisaka con solo 14 delle 73 navi
originarie. Di diecimila soldati soltanto mille sopravvissero.
[Nota:
non c’e’ una prova conclusiva della perdita di novemila giapponesi in questa
battaglia, ma non e’ una stima
del
tutto improbabile. La flotta giapponese perse 35 navi-madre, ognuna delle quali
aveva in genere duecento uomini; diciassette navi di media grandezza che
conteneva in genere cento uomini e sette navi di piccola taglia che conteneva
quaranta uomini ognuna. Questo produce un totale di 8980, una figura che e’
supportata da Je Man-chun, un testimone che durante la sua prigionia in
Giappone riusci a leggere i “libri ufficiali del personale di reclutamento” in
cui venne registrato che Wakasaka ricevette un totale di 10000 soldati, ma che
soltanto 1000 risposero all’appello]
James
Murdoch e Isoh
Yamagata
scrissero nel loro libro “A History of Japan”:
“La
battaglia di Hansan, puo’ benissimo essere chiamata ‘Salamis of Korea’ che
segno’ la condanna a morte dell’invasione Giapponese. Questo conflitto
segno’ in modo irreversibile il morale e gli entusiasmi legati
all’obiettivo principale dell’invasione: “la conquista della Cina”. Sebbene
questa guerra fu prolungata per molti anni, questa fu principalmente combattuta
per mitigare il disappunto di Hideyoshi.” (pag. 337)
Per
questa perdita catastrofica, Toyotomi Hideyoshi, da quel giorno in poi, vieto’
alle sue flotte di combattere contro la flotta coreana. La battaglia di Hansan,
a parte dall’essere una delle tre piu’ gloriose vittorie nella “guerra dei
sette anni” e’ anche considerata una tra le piu’ grandi battaglie navali di
tutti i tempi.
[Nota:
le altre due grandi battaglie furono quella di Jinju e Haengiu, entrambi
combattute su terra.]
George
Alexander Ballard (1862-1948), un vice-ammiraglio della forza reale Britannica,
pago’ il seguente tributo all’Ammiraglio Yi Sun-sin nel suo libro “The
Influence of the Sea on the Political History of Japan”`in riferimento agli
straordinari risultati ottenuti nella Battaglia di Hansan:
“Questa
[la Battaglia di Hansan] fu il momento di incoronazione per il grande
Ammiraglio Coreano. Nel breve periodo di sei settimane, Yi ottenne una serie di
successi senza precedenti in tutti gli annali di guerra marittima: distruggendo
la flotta nemica, tagliando le sue linee di comunicazione, spazzando via i suoi
convogli, … e annientando per
sempre i loro piani ambiziosi. Perfino Nelson, Blake, or Jean bart non hanno
potuto fare meglio di questo poco conosciuto rappresentante di una piccola ed
oppressa nazione; e bisogna rammaricarsi che la sua memoria non trova posto al
di fuori della sua terra nativa, poiche’ nessun giudice imparziale potrebbe
negargli il merito di essere menzionato tra i piu’ grandi leaders che l’uomo
abbia mai conosciuto (pag. 57)
Gli
effetti della
vittoria
dell’ammiraglio Yi furono considerevoli: ora i Coreani erano i maestri
indiscussi
del
mare, e le truppe Giapponesi furono completamente tagliate fuori dal supporto
della loro patria. Dopo questa battaglia, PyungYang torno’ di nuovo in mani
Coreane, grazie anche alle forze Cinesi Ming che giunsero in aiuto delle forze
di terra Coreane. Due mesi dopo
Seoul
fu abbandonata dagli invasori che furono costretti a presentare un accordo di
tregua.
A
riconoscenza
del
suo ampio ruolo in questa serie di successi, Yi fu nominato Comandante Supremo
delle forze navali delle tre province, il piu’ alto onore militare
del
tempo, con comando a Tongjesa.
2.
La
battaglia di Myongnyang: un miracolo della marina
Nel
Dicembre 1596, quando i negoziati tra la Cina e il Giappone furono sospesi,
Hideyoshi confermo’ i suoi piani di invasione dopo un periodo di immobilita’
militare durato quattro anni. Nel frattempo l’Ammiraglio Yi era in difficolta’
dopo le accuse mosse dal generale Won Kyun e dagli intrighi del doppio-agente
giapponese Yoshira. Won Kyun, che portava molto rancore verso Yi perche’
copriva una posizione subalterna, non soltanto deliberatamentecambio’ gli
ordini dati dall’Ammiraglio, ma falsifico’ anche molti rapporti destinati alla
Corte, che descrivevano lo stato della flotta e i risultati delle battaglie,
con un linguaggio diffamatorio. Come risultato la classe politica coltivava un
crescente sentimento di sospetto verso l’Ammiraglio: una persona di cui non ci
si poteva fidare.
I
Giapponesi erano consci
del
fatto che i loro piani potevano aver successo soltanto se la persona che ha
rovinato tutti i loro tentativi precedenti veniva eliminata. Cosi elaborarono
un piano per togliere all’Ammiraglio Yi i favori e la protezione del Re. Un
soldato giapponese di nome Yoshira, fu mandato al campo del generale coreano
Kim Eung-su per comunicare la sua intenzione di lavorare per i Coreani come
spia. Il generale accetto immediatamente l’offerta e da qual momento Yoshira fu
in grado di lavorare come informatore, fornendo, ai Coreani, cio’ che
sembravano essere informazioni importanti. Un giorno Yoshira disse al generale
Kim le seguenti parole: “Presto il generale Kato Kiyomasa arrivera’ in Joseon
(Corea). Fra non molto saro’ in grado di fornirti di tutti i dettagli
riguardanti l’ora esatta e la nave su cui si trovera’, ma nel frattempo,
convinci l’Ammiraglio ad intercettarlo.”
Il
generale Kim gli credette e chiese il permesso al Re Son Jo di mandare
l’Ammiraglio Yi nel luogo in cui il nemico si stava avvicinando come riferito
dal doppio-giochista Yoshira. L’Ammiraglio Yi, comunque, rifiuto’ di obbedire
agli ordini sapendo che il luogo dato dalla spia era molto pericoloso per i
suoi bassi fondali e con il consequente pericolo rappresentato dalle roccie:
sarebbe stato un suicidio tentare qualsiasi tipo di operazione in simili
condizioni.
Quando
il Re Son Jo venne informato di questa decisione dal generale Kim, ando’ su
tutte le furie, e si convinse che Yi stava disobbedendo soltanto per mostrare
la sua arroganza e pomposita’. Il Re non esito’ a mettere sotto arresto
l’Ammiraglio Yi che fu portato, incatenato, a Seoul dove fu ripetutamente
malmenato e torturato. In un primo momento Re Son Jo condanno’ Yi a morte, ma i
suoi ammiratori in Corte convinsero
il Re a risparmire la vita dell’Ammiraglio considerando i servizi offerti al Re
durante la sua carriera.
Salvato
dalla pena di morte, l’Ammiraglio fu degradato a soldato semplice,
un’umiliazione che Yi accetto’ senza alcuna protesta o risentimento.
Won
Kyun, grazie alle pressioni dei suoi amici a corte, sostitui Yi Sun-sin a
Tongjesa e prese il comando della flotta Coreana realizzando un desiderio che
coltivava da tanto tempo. Won kyun era, comunque, molto inferiore rispetto a Yi
nella capacita’ di comando e di gestione della flotta. Nel frattempo la spia
Yoshira continuo’ a premere il generale Kim nel mandare la marina Coreana ad
intercettare la forza Giapponese, avendo ora a disposizione il punto esatto in
cui la flotta nemica sarebbe arrivata.
L’ordine
fu dato, e Won Kyun, mise insieme tutte le navi a disposizione e, riluttante,
lascio’ il porto. Il risultato,
come prevedibile, fu disastroso e fu reso persino peggiore dall’inesperienza e
dagli errori di manovra che portarono la flotta Coreana alla quasi totale
distruzione.
Terrificato
e avendo perso la confidenza di tutti i suoi uomini, l’ammiraglio Won si
rifugio’ sulla terra ferma soltanto per essere ucciso dalle truppe nemiche che
si erano appostate nelle vicinanze delle sponde e pronte a tagliare ogni via di
fuga. Questa battaglia fu la sola sconfitta navale della flotta Coreana durante
l’intero conflitto, ma i risultati furono divastanti e irreparabili: della
flotta originale di 134 navi, soltanto 12 riuscirono a sfuggire, guidate dal
Comandante Bea Sull.
Alla
notizia della disastrosa sconfitta di Won Kyun, il Re senti un profondo rimorso
nel prendere decisioni cosi affrettate, e reintegro’ Yi come Comandante
Supremo. Alla notizia della disastrosa sconfitta di Won Kyun, il Re senti un
profondo rimorso nel prendere decisioni cosi affrettate, e reintegro’ Yi come
Comandante Supremo. Anche se Re Son Jo nutriva una perversa gelosia verso Yi
(per l’ammirazione che il popolo nutriva nei suoi confronti che era piu’ di
quella nutrita verso il loro sovrano) non c’era nessun’altra persona che poteva
ricoprire questo ruolo poiche’ Yi era il solo capace di porre fine a questa
terribile minaccia. Yi Sun-sin, malgrado l’umiliazione subita e malgrado il
profondo dolore per la morte della madre, accetto’ l’incarico e durante il
viaggio verso il comando militare comincio’ a progettare la prossime azioni
militari. Yi scelse la strada piu’ lunga, la piu’ pericolosa attraverso la
provincia di Cholla, passando sfacciatamente di fronte al nemico in modo da
poter raccogliere informazioni sulle sorti delle navi scampate alla disastrosa
sconfitta di Won Kyun, informazioni che poteva soltanto raccogliere dai
rifiugiati. Inoltre Yi voleva recuperare i rifornimenti e le armi perdute e
cercare di formare un nuovo gruppo di reclute.
L’Ammiraglio
visito’ anche gli ufficiali in ogni villagio in cui passava per offrire loro
parole di incoraggiamento e cercare il piu’ possibile di ristabilire le
amministrazioni locale oramai sull’orlo del collasso: dentro di se nutriva un
appassionato senso del dovere ed, ora, anche la triste convinzione che il
destino del suo paese erano nelle sue mani e dipendeva dal successo del suo
lavoro.
Quando
arrivo’ al quartier generale si rese conto che la flotta era ridotta a sole 12
navi anche se riusci’ ad ottenerne un’altra attraverso la laboriosa opera di
alcune persone del posto. La Corte del Re considerate le condizioni pietose
della flotta, sollecito’ Yi di smantellare la flotta e unirsi alle forze
dell’esercito, ma l’Ammiraglio mando’ il seguente memoriale al trono,
insistendo sull'importanza di mantenere in piedi la Marina Militare:
“Durante
questi anni passati, sin dall’inizio della guerra, il nostro nemico e’ stato
impossibilitato nel penetrare direttamente nelle provincie di Chungchon e
Cholla, poiche’ la nostra flotta navale ha sempre bloccato loro l’accesso. Il
Vostro umile servitore puo’ ancora contare su un numero di navi non inferiore a
dodici. Se affrontiamo la flotta nemica con una azione risoluta, perfino ora,
credo, possiamo continuare ad impedire loro l’accesso in queste zone. Lo
smantellamento totale della nostra marina non soltanto farebbe felice il nostro
nemico, ma gli aprirebbe una via d’accesso lungo la costa della provincia di
Chungchong, permettendogli di raggiungere le acque
del
fiume Han, e questo e’ il mio piu’ grande timore. Anche se la nostra flotta e’
piccola numericamente, Vi posso promettere che, fin quando avro’ vita, il
nostro nemico non potra’ sconfiggerci.”
-
The Complete Works of Yi Sun-sin, Vol. 9
Questo
memoriale convinse il Re e la sua Corte, cosi i piani di smantellare le forze
navali vennero messi da parte. Nel frattempo, nonostante questa situazione
senza speranza, Yi cerco’ di fare
del
suo meglio nel preparsi per lo scontro che oramai sembrava imminente. Per fare
fronte al nemico che era di molto superiore alle sue forze da un punto di vista
numerico, Yi decise che lo scontro doveva avvenire lungo uno stretto che la
flotta nemica doveva necessariamente attraversare dividendosi in piccoli
gruppi. Sulla costa meridionale, c’erano soltanto due luoghi che potevano
soddisfare questi requisiti: Kyonnaeryang e Myongnyang. Il primo era gia’ sotto
il controllo Giapponese, cosi Yi trasferi’, velocemente, il centro di comando a
Myongyang.
Myoungyang era lo stretto attraverso cui la flotta giapponese doveva passare
per attaccare Seoul: dalla costa a sud fino alla regione ovest e poi su per il
fiume Han. Quando le acque dell'oceano sono spinte nello stretto canale la
forza della corrente aumenta considerevolmente: raggiungendo una velocita'
massima di 10 nodi (circa 18 km/h), e' la piu' forte corrente di tutti gli
stretti in Corea. Sotto le veloci acque dello stretto di Myongnyang, Yi
preparo' una trappola che prevedeva l'uso di un cavo di ferro legato ad un
albero: un dispositivo di blocco che indusse le navi giapponesi a rovesciarsi
e/o a scontrarsi a vicenda grazie alla veloce corrente. Il corpo delle navi
coreane a quel tempo aveva una forma ad U, poco profonda e piana; al contrario
la flotta giapponese utilizzava navi con una forma a V, tagliente e con una
linea di galleggiamento molto profonda. l'utilizzo di un ostacolo nascosto
sotto le acque era, percio', un modo effettivo per bloccare le flotte
giapponesi.
Il
15 settembre 1597, il giorno precedente alla battaglia decisiva, l’Ammiraglio
Yi chiamo’ a rapporto tutti i suoi ufficiali e disse loro:
“Secondo
i principi di strategia, ‘colui che cerchera’ la morte trovera’ la vita, e
colui che cerchera’ la vita trovera’ la morte’ e ‘Colui che vigila lungo una
via di accesso ben difesa, puo’ incutere terrore nel cuore del nemico che
avanza numeroso’. Per uomini nelle nostre condizioni, questi detti valgono piu’
dell’oro. Da voi, miei capitani, mi aspetto la piu’ stretta obbedienza ai miei
comandi. Se questo non avverra’, non vi perdonero’ perfino il piu’ piccolo
degli errori e verrete puniti secondo le leggi marziali”.
-
War
Diary, 15 Settembre 1597.
All'alba
del 16 Settembre 1597, venne riferito ad Yi che una grande flotta di navi
Giapponesi si stava avvicinando alla base. Senza perdere tempo Yi chiamo’ a se
tutti i capitani e chiese loro di prendere “Il Voto al Valore”, dopodicche
salpo’ mettendosi a capo della flotta, pronto ad affrontare un nemico che aveva
un numero di navi 25 volte superiore al suo.
Le
tredici navi della flotta Coreana si allinearono di fronte al nemico nella
formazione lineare (Ilja-jin). Questa formazione e’ una delle
piu’ semplici e consiste in un gruppo di navi allineate con la prua
diretta verso il nemico: con sole tredici navi possiamo comprendere come Yi non
poteva tentare niente di piu’ complesso o stravagante. Conseguentemente,
l’intera Marina Coreana allineata lungo una sola fila affronto’ l’enorme flotta
nemica composta da piu’ di 300 navi.
Grazie
al collo di bottiglia creato dallo stretto, soltanto 130 navi giapponesi
riuscirono a passare lo stretto per dare battaglia all’esigua forza Coreana.
Con una forza superiore nel rapporto di dieci contro uno, i capitani Coreani
sopraffatti dalla vista di cosi tante navi nemiche, cominciarono a ritirarsi
impauriti. La nave ammiraglia di Yi, comunque, comincio’ rapidamente a
raggiungere, senza alcun indugio, il nemico colpendolo con quanto aveva a
disposizione: cannoni e frecce infuocate.
Come
la flotta Giapponese avvolse la nave ammiraglia, l’equipaggio a bordo perse
coraggio e si accovaccio’ sul ponte della nave come paralizzato. L’Ammiraglio
Yi, con modo calmo, disse loro: “Anche se il nemico portera’ mille navi, non
osera’ avvicinarsi. Non abbiate paura ! Affrontate il nemico con tutta la
vostra forza!”
Yi
realizzo’ che le altre navi erano, oramai, troppo distanti dalla nave
ammiraglia e isso’ la bandiera usata come codice per ordinare loro di
avvicinarsi. L’ammiraglio Yi si rivolse furioso verso uno dei capitani: “Vuoi
essere impiccato secondo la corte marziale? Vuoi morire al mio comando? Pensi
che potrai sopravvivere se rimarrai lontano?”. Risvegliato da queste parole, le
navi dei capitani An e Kim caricarono le linee nemiche in piena velocita’ e
combatterono furiosamente, ma esaurirono tutte le loro energie combattendo un
nemico che cresceva senza sosta davanti ai loro occhi.
A
quel punto il fato della battaglia cambio’ per un singolo e fortuito evento.
Sulla nave ammiraglia c’era Toshisuna, un giapponese che si era arreso tempo
prima e che lavorava come traduttore per Yi. Guardando i soldati nemici nuotare
in un mare di sangue, vide il corpo esanime di un uomo vestito in uniforme
color rosso: era Matashi (Kurushima) generale giapponese. Senza esitazione,
l’Ammiraglio Yi ordino’ ai suoi uomini di raccogliere il corpo del generale e
di appenderlo sull’albero maestro per mostrarlo al nemico. Come previsto, alla
vista
del
loro comandante le flotte giapponesi si terrorizzarono. Proprio in quel momento
le correnti dello stretto di Myongnyang cambiarono direzione contro le forze
giapponesi ed in favore di quelle Coreane (questo avviene quattro volte al
giorno, ogni sei ore), mettendo fuori gioco le formazioni nemiche ai lati di
Yi. L’ammiraglio velocemente prese controllo della situazione, e incoraggiando
le altre navi chiamo’ tutti all’attacco al ritmo di tamburi e grida di
battaglia.
La
flotta giapponese, oramai dispera, cerco’ di ritirarsi. Attraverso il vantaggio
delle nuove correnti, dello spazio limitato dello stretto e del grande numero
delle forze nemiche, ora uno svantaggio piuttosto che un punto di forza, la
flotta di Yi guido’ il nemico nel caos e distruzione.
Il cavo di ferro fu tirato. Non appena le prue o i timoni si impigliarono
intorno al cavo, le navi giapponesi, in frenetica ritirata, cominciarono a
rovesciarsi nella forte corrente dello stretto scontrandosi le une con le
altre: fu una scena di distruzione. Nel frattempo le forze Coreane continuarono
l’attacco lanciando frecce e usando i cannoni etichettati con “Terra” e “Neri”.
(Nota 3: per una spiegazione di questi termini fate riferimento alla parte IV
della sezione dedicata alla “Nave Tartaruga”). Delle 130 navi che entrarono
nello stretto di Myongnyang, 31 vennero affondate e piu’ di 90 vennero
gravemente danneggiate: nessuna perdita nelle file Coreane.
Questa
fu la Battaglia di Myongnyang, vinta, come l’Ammiraglio Yi scrisse nei suoi
diari, solamente con la grazia dei cieli e considerata, di conseguenza, dalle
generazioni successive come un miracolo nella storia delle guerre navali.
3.
La
battaglia di Noryang
La
seconda invasione Giapponese nel 1597 fu contrastata, ancora una
volta, dalla formidabile presenza
dell’Ammiraglio Yi Sun-sin, dai gruppi volontari di patrioti Coreani e dalle
forze di fanteria Cinesi. La morte di Hideyoshi, nell’agosto dell’anno
successivo, porto’ con se la ritirata dell’intero contingente Giapponese dalla
Corea. L’Ammiraglio Yi ebbe l’ambizione di bloccare la ritirata delle forze
nemiche utilizzando l’aiuto della Marina Cinese dell’impero Ming, sotto il
comando dell’Ammiraglio Chen Lien.
Comunque,
Chen Lien fu corrotto dal Generale giapponese Konish Yukinaga, allo scopo di
garantire alla flotta giapponese un passaggio sicuro durante il loro ritorno in
Giappone. Ognuno dei due ammiragli, con diversi intenti, cerco’, quindi, di
persuadere l’altro: uno sperando di poter annientare completamente le forze
Giapponesi durante la loro ritirata, e l’altro di risparmiarli. Alla fine Lien
non pote’ fare altro che accettare l’inflessibile intenzione di Yi di
intercettare le forze nemiche. Mentre questo piano stava prendendo forma,
Yukinaga mando’ un messaggero a Yoshihiro chiedendo di raggruppare l’intera
flotta Giapponese a Noryang per un attacco finale alle forze combinate
Coreane-Cinesi.
Yi,
quindi, ordino’ ai suoi equipaggi di salpare alla
volta
di Noryang, dove la flotta Coreana, in una feroce battaglia, attacco’ il nemico
distruggendo 50 delle loro navi. Verso l’alba
del
giorno successivo, la flotta giapponese non potendo continuare la loro
resistenza, inizio a ritirarsi frettolosamente verso Kwaneumpo, immaginando di
raggiungere il mare aperto. Ma appena raggiunto Kwaneumpo si resero conto di
essere circondati su ogni lato, e non avendo altra scelta che combattere,
tornarono indietro caricando in forze la nave ammiraglia di Yi. Chen Lien,
vedendo che Yi era in difficolta’, penetro’ il cerchio di navi nemiche
portandolo in salvo. La battaglia continuo’, e fu lo stesso Chen Lien a
trovarsi in difficolta’ circondato dalle navi nemiche. Fu allora che Yi,
notando tre generali nemici, sui ponti delle loro navi incitare le loro truppe
alla battaglia, ordino’ agli artiglieri di puntare verso di loro. Dei tre, uno
fu ucciso e la stretta intorno Lien fu allentata quando le altre navi cercarono
di proteggere gli altri generali. Chen Lien era salvo.
Le
forze Coreane-Cinesi rinnovarono il loro attacco, affondando 200 navi
giapponesi. l’Ammiraglio Yi, mentre gridava l’avanzata nell’attacco finale, fu
colpito da un proiettile vagante e, ferito mortalmente, cadde. Yi comando’ ai
suoi uomini di coprirlo con uno scudo. “La battaglia e’ al suo picco” disse ai
suoi uomini, “Non dite a nessuno della mia morte”. Queste le parole finali che
Yi lascio’ dietro di se; testamento
della sua lealta’ verso il suo paese. Al suo fianco rimasero il figlio maggiore
Hoe ed il nipote Wan con gli archi ancora nelle loro mani. Trattenendo le loro
lacrime, questi continuarono a sventolare la bandiera di attacco e mantenere il
ritmo dei tamburi per segnalare alle flotte di continuare la battaglia.
I
marinai dell’Ammiraglio Yi continuarono a combattere fino all’ultimo momento.
Come risultato, soltanto 50 delle 500 navi giapponesi iniziali riuscirono a far
ritorno in Giappone.
Questa fu la battaglia di Noryang, che scrisse la parola “fine” alla Guerra dei
Sette Anni.
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