Kobukson, meglio conosciuta come “Nave Tartaruga”, fu la
prima nave da guerra corazzata al mondo.
Vantando una potenza
di fuoco e di mobilita’ senza pari, la Nave Tartaruga si e’ rivelata uno
strumento chiave nel successo delle molte battaglie combattute sotto la guida
dell’Ammiraglio Yi. Un vero e proprio carro armato del mare, questa nave e’ stata capace di
affondare un grandissimo numero di imbarcazioni nemiche, e cosi tanto fece nel
sollevare il morale dei marinai coreani quando si travavano a fronteggiare un
flotta giapponese di molto superiore a loro.
Non dobbiamo pensare che l’Ammiraglio Yi ha progettato e
costruito la Nave Tartaruga tutto da se. Tutte le varie fasi del progetto hanno richiesto gli sforzi
combinati di un grande numero di persone: dagli artigiani agli ufficiali
navali. Ad esempio Na Dae-young (1556-1612) ha svolto uno dei ruoli piu’
importanti nel portare a termine questo immenso progetto.
Descrizione della Kobukson
Di seguito riportiamo le caratteristiche principali della
Nave Tartaruga come descritte da Yi Boon, nipote di Yi Sun-sin, nel suo libro Haeng Rok:
1. Le dimensioni della nave sono di 34.2 m. di lunghezza e 10.3 m. di
larghezza comparabili, quindi, con quelle della Panokseon (la nave che era lo
standard della flotta Coreana al tempo della Gerra dei Sette Anni)
2. La prua e’ caratterizzata dalla presenza di una testa di drago
nella cui bocca veniva collocato un cannone.
3. La poppa e’ a forma di coda di tartaruga nel cui interno erano
presenti ulteriori aperture per l’artigleria.
4. La copertura della nave e’ caratterizzata da assi di legno coperti
da placche metalliche con al centro frecce di ferro. Lungo le placche
metalliche correvano dei corridoi utilizzati dai marinai.
5. Sei aperture per lato erano usate per l’artiglieria.
6. Durante i combattimenti il tetto veniva coperto da materassi di
fieno in modo da confondere il nemico, che cercando di raggiungere il ponte
della nave, veniva conficcato dalle frecce in ferro.
7. Ogni tentativo di attacco veniva respinto dal fuoco d’artiglieria
e dagli arceri che potevano colpire da ogni parte della nave.
8. L’ambiente esterno era ben visibile dall’interno della nave, ma
non viceversa.
9. L’artiglieria utilizzava una grande varieta’ di proiettili,
includendo i cannoni a lungo raggio chiamati Chon (Paradiso), Ji (Terra), Hyun
(Nero) e Hwang (Giallo).
10. I vari tipi di proiettili permisero all’imbarcazione di muoversi
indisturbata tra le centinaie di navi nemiche.
Descrizione Dettagliata
La Nave Tartaruga fu costruita con una testa di drago sulla
prua e una poppa a forma di coda di tartaruga. Era costituita da due piani: un
piano inferiore per i vogatori e per l’immagazzinamento dei rifornimenti ed un
piano superiore che veniva utilizzato dagli arceri e artiglieri, progettato in
modo da avere una chiara visuale del
nemico, ma ,allo stesso tempo, risultare
invisibili dall’esterno.
In quel tempo si cercava, normalmente, di abbordare la nave
nemica e forzare il nemico in uno scontro uomo a uomo. La Kobukson fu
progettata con l’intento di rendere l’abbordaggio particolarmente difficile.
Non soltanto la copertura della nave proteggeva l’equipaggio combattente (45) e
non (80), ma la copertura in se stessa era cosparsa da spine metalliche,
spuntoni e lame che spesso venivano camuffate da materassini di paglia.
A differenza di altre navi da guerra, la Kobukson aveva
cannoni posizionati non soltanto lungo i lati dell’imbarcazione, ma anche a
prua e poppa raggiungendo un livello di precisione e flessibilita’ nella gittata
senza precendenti. La testa di drago fu construita non soltanto per lanciare
frecce e cannonate, ma anche per rilasciare nubi di fumo e vapori sulfurei per fornire alle flotte coreane
una copertura alle loro manovre, e per spaventare i giapponesi piu’
superstiziosi.
Appena sotto l’arcata frontale, c’e’ una pretuberanza
utilizzata come dispositivo di sfondamento che insieme alla testa di drago
rappresentavano il segreto della tattica di assalto della Kobukson. Nella
battaglia, la Kobukson caricava il nemico e non appena questo dispositivo
sfondava la fiancata della nave la testa di drago veniva utilizzata per lanciare
cannonate verso gli interni della nave che non offrivano, oramai, nessuna
protezione. Questa pretuberanza aveva anche la caratteristica di migliorare le
prestazioni della Kobukson poiche’ tagliava le onde migliorando la velocita’ di
vogata.
Altre due caratteristiche furono particolarmente utili
nell’esecuzione di manovre tattiche. La prima era il fatto che la nave fu
costruita utilizzando assi di pino rosso con un diametro non inferiore a 12 cm;
il vantaggio offerto da questo tipo di legno e’ legato alla sua densita’ di
0.73, molto piu’ alta rispetto alla media di 0.41-0.47. Il secondo consiste
nell’aver utilizzato chiodi di legno, che a differenza dei chiodi in metallo
non arruginivano e, poiche’ assorbendo l’acqua si espandevano, nel tempo
assicuravano all’intera costruzione una tenuta migliore. L’intera nave venne
costruita utilizzando travi in legno con identature ad incastro, rendendo
l’intera struttura della nave piu’ forte ed elastica.
Le navi giapponesi costruite con legno a bassa densita’
erano leggere e veloci, ma la bassa resistenza del legno non riusciva a sostenere la forza
di ritorno dei cannoni, limitando, cosi, il numero di installazioni di armi
pesanti. Come conseguenza i giapponesi preferivano utilizzare i moschetti che
avevano una portata limitata di 100 metri. La Kobukson, al contrario, era in
grado di trasportare una vasta gamma di cannoni, compresi i cannoni a lunga
gittata come il tipo Chon (Paradiso) con una gittata di oltre 500 metri, dell
tipo Ji (Terra) con la sua gittata di 350 metri oppure del tipo Seung
(Vittoria). Inoltre le forze coreane disponevano di un cannone portabile con
una gittata di 200 metri.
La Kobukson aveva otto remi per lato, ognuno operato da
cinque uomini: un leader e quattro rematori, per un totale di 80 membri di
equipaggio. Durante i combattimenti ogni rematore doveva essere al suo posto,
mentre in altri momenti il gruppo veniva diviso in coppie che si alternavano
nella vogata. Il leader istruiva il proprio gruppo a remare in avanti o
indietro, ad aumentare o diminuire la velocita’, a fermarsi o virare, tutto
secondo le circostanze che si presentavano durante la battaglia.
Questa divisione dei ruoli, innovativo per quel tempo, diede
alla Kobukson un potenziale di movimento superiore non soltanto in termini di
velocita’, ma anche in termini di raggio d’azione e manovrabilita’.
L’equipaggio di bordo era diviso in tre gruppi: gli artiglieri,
i responsabili nella ricarica dei cannoni con polvere da sparo e proiettili e
gli arceri. La Kobukson era capace di produrre una pioggia continua di
cannonate e di frecce infuocate, colpendo tutto cio’ che entrava nel suo
raggio d’azione.
Il numero di aperture d’artiglieria di solito variava da
nave a nave, ma la Kobukson appartenente al generale Tong Je Young descritta in
“Complete Works of Yi Sun-sin”, aveva un totale di 72 aperture: 22 su ogni
lato, 12 su ogni piano della poppa. 2 su ogni piano della prua.
Inventata alla fine del
sedicesimo secolo, la Kobukson fu una nave unica nel suo genere senza eguali
nella storia navale. Progettata con cura meticolosa fu il risultato di una
dettagliata ricerca scientifica che vanto’ una struttura e prestazioni
insuperabili.
Di particolare significato e’ il fatto che la Kobukson fu il
risultato del
perfezionamento della Panokseon, la nave da guerra gia’ utilizzata in Corea,
basata su un’indagine attenta della tattica giapponese di attacco e
arrembaggio.
Repliche della Kobukson sono esposte in diversi musei
nazionali, come al “War Memorial of Korea” e in altri musei in varie parti del
mondo: al “War Memorial Museum” in Wahington D.C., al “Maritime Museum” in Gran Bretagna, e in
molti altri paesi che includono Cina, Giappone, Germania, Francia, Canada etc.
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