Ammiraglio Yi Sun-sin - Eroe Coreano KoreanHero.net
Yi Sun-sin: Eroe Coreano
Riguardo Yi Sun-sin
Riferimenti Storici
Le Grandi Battaglie
La "Nave Tartaruga"
I Diari di Guerra
La Vita
Conclusioni
Appendice

<< Sezione Precedente
Home
Appendice

A1. L’ammiragliato di Yi Sun-sin

Riportiamo di seguito alcune delle caratteristiche principali della leadership di Yi Sun-sin, che possiamo riconoscere in ogni sua vittoria.

1. Intensa preparazione e training intensive

Prima di ogni battaglia e persino durante la stessa, l’Ammiraglio Yi Sun-sin sottopose i suoi uomini ad un training intensive nell’uso dell’arco, artiglieria, nelle manovre navali e formazioni di attacco. Lui stesso lavoro’ incessantemente nel design di nuove armi e navi. Come esempio basta considerare che dopo un solo anno dalla Battaglia di Myongnyang in cui lotto’ con sole tredici navi, Yi Sun-sin riusci a costruirne altre settanta: un’incredibile media di una nave  ogni cinque giorni.

2. Studio attento delle caratteristiche del campo di battaglia

Il litorale meridionale della Corea, scenario di molte feroci battaglie tra Corea e Giappone durante la “Guerra dei Sette Anni”, e’ un labirinto marino formato da un infinito numero di isole e rientranze. Inoltre la continua fluttuazione delle veloci correnti negli stretti mutano le condizioni ad ogni cambio di marea. Yi studio’ attentamente la dinamica delle maree e dei venti, insieme alle peculiarita’ di ogni campo di battaglia. Sulla base delle sue indagini, Yi pote’ contare su rotte secure ogni volta che guidava la sua flotta nelle ore notturne, sfuggendo gli occhi del nemico. Come evidenziano le battaglie di Hansan e Myongnyang, questa conoscenza gli permise di usare complessi luoghi di battaglia a suo vantaggio sia in azioni di attacco che di difesa.

3. Uso diversificato di tattiche navali.

L’Ammiraglio Yi ha usato un’ampia varieta’ di tattiche navali, oltre alla famosa “Formazione ad Ala di Gru”. [1] Nella sua prima battaglia a Okpo, Yi organizzo’ la sua formazione orizzontalmente e carico’ il nemico a piena velocita’ senza lasciare alcuno spazio di manovra al nemico, neanche per fuggire, caricandolo con un intenso fuoco di artiglieria. Nalla battaglia navale a Pusan, utilizzo’ la formazione a ‘Serpente’ (in Coreano ‘Chang Sa Jin’) per cercare di superare l’enorme svantaggio: 83 navi Coreane contro le 480 Giapponesi. Yi utilizzo’ questa lunga e stretta formazione allo scopo di minimizzare l’esposizione della sua flotta al fuoco nemico. Le forze Coreane uscirono vittoriose dal conflitto, affondando 128 navi nemiche senza perderne alcuna. Nella battaglia di Happo, la flotta dell’Ammiraglio forzo’ il nemico in un porto chiuso che gli premise di affondare l’intera flotta nemica. In quel particolare scontro, Yi non uso’ una particolare formazione, ma ordino’ semplicemente alle sue navi di caricare il nemico, lasciando piena liberta’ d’azione all’ufficiale di bordo.

4. Guerra psicologica contro il nemico e fiducia dai suoi uomini

Durante gli scontri navali, le flotte di Yi sottoposero il nemico ad una pioggia incessante di frecce e cannonate fin dall’inizio della battaglia, una tattica che risulto’ molto efficace nell’indebolire il morale nemico riuscendo ad avere la meglio su di loro. Come conseguenza, i mariani Coreani svilupparono una fiducia assoluta nelle capacita’ del loro Ammiraglio, e il loro morale crebbe ad ogni vittoria.

 

5. Disciplina e principi rigorosi

 

Pigri ufficiali vennero ricompensati a colpi di frustrate, senza alcun riguardo del loro grado. I disertori venivano puniti con la morte, cosi come ufficiali corrotti e coloro che commettevano lo stesso reato piu’ di una volta. Nella battaglia di Myongnyang, Yi rimprovero’ pesantemente An Wi, colpevole di  aver perso la sua posizione in preda al terrore. Yi lo minaccio’ a morte sotto corte marziale se si rifiutava di avanzare; le sue parole risvegliarono lo spirito di An Wi che comincio’ a combattere coraggiosamente.  L’enfasi che l’Ammiraglio Yi pose nella stretta obedienza alle leggi marziali e al mantenimento di una disciplina assoluta hanno significato che l’intera Marina Coreana, dal suo supreme comandante al soldato semplice, erano saldamente uniti, riuscendo cosi a portare a compimento, con successo, tutte le formazioni navali e le tattiche che richiedevano unita’ assoluta.

 

6. Alleati e Dovere

 

Nonostante l’Ammiraglio Cinese Chen Lien tento’ di ostacolare Yi nel suo tentativo di distruggere le forze Giapponesi in ritirata, Yi salvo’ Chen quando questo si trovo’ circondato dalle forze nemiche a Noryang e in pericolo di essere catturato. Nella “Battaglia di Myongnyang”, An Wi rinnego’ il suo giuramento di fedelta’ al suo comandante alla vista di un nemico cosi numeroso, ma che fu successivamente salvato dallo stesso Ammiraglio quando si trovo in difficolta’. Yi rimase sempre fedele ai suoi principi e non permise mai ai suoi uomini di commettere ingiustizie o irresponsabilita’. Allo stesso tempo Yi percepiva un forte senso d’obbligo verso i suoi marinai, che genero’ la loro piu’ profonda fiducia, rispetto e devozione.

7. Un comando rigido che fece superare le piu' grandi difficolta'

Durante la “Guerra dei Sette Anni”, l’ammiraglio Yi, senza supporto dal governo central, si occupo’ di ogni aspetto del conflitto, dale provviggioni al reclutamento alla costruzione delle navi. Nelle battaglie piu’ difficili, Yi si trovava sempre in prima linea nella guida della sua flotta, allo scopo di ispirare i suoi uomini con il suo valore e zelo. Quando la situazione diventava disperata, come nella “Battaglia di Myongnyang” in cui la flotta Coreana scese in battaglia con sole tredici navi, Yi fu in grado di caricare i suoi uomini con la sua audace massima: “Colui che cerca la morte vivra’, e colui che cerchera’ la vita morira’”.

Dietro i metodi utilizzati da Yi possiamo trovare la sua incorruttibile fedelta’ nel servire il suo paese e il suo popolo. Nel rispetto dei suoi principi, Yi dovette superare lunghe investigazioni, processi e torture. Nonostante tutto lui rimase fedele al suo paese, perfino dopo essere stato imprigionato, torturato e retrocesso al grado di soldato semplice: Yi credeva fermamente che rimanere nella marina e sconfiggere il nemico era l’unico servizio che poteva offrire alla sua nazione. Potremmo dire che la piu’ potente e importante strategia dell’Ammiraglio Yi Sun-sin sia stata questa sua inconsueta e bellissima devozione verso la sua patria.

 

A2 Le battaglie navali dell’Ammiraglio Yi Sun-sin

Durante la Guerra dei Sette Anni, Yi Sun-sin partecipo’ e vines tutte e ventitre le battaglie contro il Giappone. Di seguito riportiamo una sintasi delle battaglie combattute dall’Ammiraglio:

 

Data

Luogo

Navi Corea

Navi Giappone

Risultato

1

07/05/1592

Okpo

27

26

26 navi nemiche affondate

2

07/07/1592

Happo

27

5

5 navi nemiche affondate

3

08/08/1592

Chokjinpo

27

13

11 navi nemiche affondate

4

29/05/1592

Sachon

26

13

13 navi nemiche affondate

5

02/06/1592

Tangpo

27

21

21 navi nemiche affondate

6

05/06/1592

Tanghangpo

51

26

26 navi nemiche affondate

7

07/06/1592

Yulpo

51

7

7 navi nemiche affondate

8

08/07/1592

Hansan-do

56

73

47 navi nemiche affondate

12 navi nemiche catturate

9

10/07/1592

Angolpo

56

42

42 navi nemiche affondate

10

29/08/1592

Changrimpo

81

6

6 navi nemiche affondate

11

01/09/1592

Hwajungumi

81

5

5 navi nemiche affondate

12

01/09/1592

Tadaepo

81

8

8 navi nemiche affondate

13

01/09/1592

Sopyongpo

81

9

9 navi nemiche affondate

14

01/09/1592

Cholyong-do

81

2

2 navi nemiche affondate

15

01/09/1592

Choryangmok

81

4

4 navi nemiche affondate

16

01/09/1592

Pusanpo

81

470

128 navi nemiche affondate

17

04/03/1594

Jinhae

30

10

10 navi nemiche affondate

18

05/03/1594

Tanghangpo

124

50

21 navi nemiche affondate

19

29/091594

Changmunpo

50

117

2 navi nemiche affondate

20

16/09/1597

Myongnyang

13

330

31 navi nemiche affondate

90 navi nemiche seriamente danneggiate

21

18/07/1598

Choli-do

?

100

50 navi nemiche affondate

22

20/09/1598

Chang-do

211

(Corea 83+

Cina 128)

?

30 navi nemiche affondate

11 navi nemiche catturate

23

18/11/1598

Noryang

146

(Corea 83+

Cina 63)

500

450 navi nemiche affondate

Tutte le date sono basate sul calendario Cinese, utilizzato nell’Asia dell’est fino alla fine del diciannovesimo secolo.

Won Kyun fu nominato Supremo Comandante Supremo al posto di Yi quando quest’ultimo era stato degradato a soldato semplice, e condusse la flotta navale in tre battaglie che si conclusero come le peggiori catastrofi della Marina Coreana.

 

Data

 

Luogo

Navi Corea

Navi Giappone

Risultato

1

7/7/1597

Cholyong-do

168

500

7 Korean ships

sunk & captured

2

7/9/1597

Kadok

161

1000

27 Korean ships

sunk & captured

3

7/16/1597

Chilchonnyang

134

1000

122 Korean ships

sunk & captured

Oltre alle 23 battaglie, Yi fu coinvolto in altri piccoli scontri. Questi includono l’assalto Coreano alla base navale Giapponese e il successo ottenututo nel difendere la propria base dall’attacco Giapponese.

 

Data

Luogo

Navi Corea

Navi Giappone

Risultato

1*

02/10/1593

~03/06/1593

Woongchon

89

40

Giappone: 100 vittime

 

2

04/10/1594

Changmumpo

50

?

Ritiro Japanese

3

28/08/1597

Eoranjin

12

8

Ritiro Japanese

4

07/09/1597

Byukpajin

12

13

Ritiro Japanese

5

13/11/1598

Chang-do

146

(Corea 83+

Cina 63)

10

Ritiro Japanese

* Il numero delle navi coinvolte e i risultati delle battaglie sono stati estratti dai “Diari di Guerra” dell’Ammiraglio Yi, dai “Memoriali di Corte” e dagli “Archivi Reali della Dinastia Choson” considerati l’archivio ufficiale governativo.

* Durante la Guerra dei Sette Anni, le flotte Coreane non persero nessuna nave, anche se un numero imprecisato di uomini cadde sotto il fuoco dei moschetti Giapponesi; per l’errore di due capitani, soltanto due navi vennero perse sulla via di ritorno dopo la battaglia di Woongchon. Queste incredibili vittorie della Marina Coreana possono essere attribuite all’integrita’ strutturale delle loro navi, dei materiali utilizzati e alla superiorita’ della capacita’ di fuoco dell’artiglieria. Le navi Giapponesi avevano da uno a tre cannoni con una portata molto inferiore, inoltre i loro moschetti anche se molto efficaci in uccidere uomini, erano del tutto inefficaci nell’affondare navi. Yi, percio’, utilizzo’ la strategia di affondare le navi nemiche utilizzando il lungo raggio di fuoco dei suoi cannoni che riuscivano a raggiungere l’obiettivo prima ancora che le forze Giapponesi potessero rispondere al fuoco con i loro moschetti. Soltanto grazie all’uso che Yi fece della superiorita’ strutturale e dell’artiglieria delle sue corazzate, la Marina Coreana pote’ realizzare i successi senza precedenti nella storia della guerra navale.

* Delle ventritre battaglie che Yi ha combattuto, la piu’ grande e feroce tra tutte fu la “Battaglia di Noryang”; il conflitto finale che vide 146 navi delle forze Coreani e Cinesi, contro le 500 corazzate Giapponesi che stavano trasportando a case l’intero esercito in ritirata. La lunga guerra originata dalle ambizioni di un uomo in cerca di fama e territorio, tolse la vita ad un numero infinito di innocenti e distrutto la loro patria. Raccogliendo tutto cio’ che aveva a disposizione a bordo delle poche navi rimaste, Yi si diresse verso Noryang per l’ultima battaglia: l’ultimo dovere per il suo paese con la sua gente. Nel cuore della battaglia si tolse l’armatura e l’elmo, cominciando a lanciare frecce e suonando lui stesso i tamburi di battaglia. Questa fu la prima volta che Yi si tolse l’armatura durante una battaglia. Forse questo era il suo modo di concludere una vita di stenti e difficolta’ con l’ultima vittoria in mare. Quando fu colpito da un proiettile nemico, nessuno delle sue truppe, cosi come le truppe Cinesi, seppero della sua morte. Ognuno stava combattendo il nemico con tutte le forze rimaste fino alla fine, quando riuscirono nell’impresa annientando 450 delle 500 navi Giapponesi. Fu la piu’ vittoria piu’ onorata e preziosa che la flotta Coreana riusci a guadagnare grazie al sacrificio dell’ammiraglio.

Con l’ultimo respiro disse:” Non dite a nessuno della mia morte”, preoccupandosi che la notizia della sua morte pottesse indebolire gli spiriti dei suoi uomini durante la lotta con il nemico.

 

A3 Le navi e le armi della Corea e del Giappone

Durante la Guerra dei Sette Anni, la marina Coreana utilizzo’ le corazzate “Panokson” e “Kobukson”.  La Panokson venne utilizzata come nave di sostegno, mentre la Kobukson come veicolo principale di attacco.

La flotta Giapponese poteva contare sulla grande “Atake”, sulla media “Sekibune” e sulla piu’ piccola “Kobaya”. La Atake serviva come nave ammiraglia in cui i comandanti davano i loro ordini, mentre la Sekibune formava la maggioranza della flotta.

La caratteristica principale della corazzata Coreana Panakson fu il fatto di avere piattaforme multiple. Tutto il personale non combattente era posizionato tra piattaforma principale e quella superiore, lontano dal fuoco nemico. Il personale combattente era disposto sul ponte superiore, che permetteva loro di attaccare il nemico da un punto piu’ alto. La flotta Giapponese utilizzava praticamente vasselli a ponte unico con l’unica eccezione della grande Atake.

In linea con la tradizionale struttura delle navi Coreani, la Panokson aveva una base piatta. Questa caratteristica era dettata dalla natura delle coste Coreane, con la sua grande varieta’ di maree e le sua piatte e vaste spiagge. Questa struttura piatta permetteva alla nava di sedere tranquillamente sulla spiaggia nei momenti di bassa marea dopo aver raggiunto la costa o dopo essersi incagliata nel cambio di marea. Questo tipo di struttura permette una grande manovrabilita’ soprattutto nei cambi di rotta improvvisi. La Panokson fu una delle piu’ importanti ragioni sul perche’ l’Ammiraglio Yi raggiunge un cosi grande successo nell’uso della formazione ad “Ala di Cigno” nella Battaglia di Hansan.

Al contrario i vascelli Giapponesi avevano una forma a “V”. Questa forma era vantaggiosa nella corsa rapida o nelle lunghe distanze per la sua minore resistenza in acque profonde.  Ma questa forma oppone una forte resistenza nei cambi di rotta: come conseguenza il raggio percorso dalla nave in una curva stretta e’ considerevole cosi come il tempo necessario a compierla.

Sia le navi Coreane che Giapponesi utilizzavano vele e remi come mezzo di propulsione. Dei due tipi base di vela, quadrata o latina, quella quadrata fornisce una migliore prestazione con il vento favorevole, mentre e’ pessima con il vento contro; mentre la vela latina da ottimi risultati contro-vento, anche se necessita di un numero maggiore di persone per manovrarla. Nell’Occidente, le vele quadrate vennero utilizzate nei galeoni dell’antica Grecia e nelle navi Vichinghe, mentre la vela latina fece il suo ingresso nel Mediterraneo nel tardo Medio Evo. Nell’era delle grandi esplorazioni, navi con entrambi i tipi di vela eventualmente fecero il loro ingresso. In Corea questo tipo di navi vennero utilizzate sin dall’ottavo secolo. Le navi Coreane Panokson e Kobukson avevano, quindi, due alberi che erano facilmente gestibili in modo da poter navigare in tutti i tipi di vento, sia a favore che contrario[2]. Anche la Atake delle forze Giapponesi aveva due alberi, ma la maggior parte delle altre navi erano a vela quadrata che rendeva la navigazione possibile soltanto in condizioni di vento favorevoli.

E’, inoltre, interessante controntare la forma degli scafi nelle imbarcazioni delle due nazioni e la loro resistenza. La Panokson utilizzava assi di legno molto spessi e densi, dando un’alta resistenza all’intera struttura. Le navi Giapponesi erano molto piu’ deboli poiche’ costruite con assi molto fini e a bassa densita’[3]. La Sikibune in particulare, che rappresentava lo standard nella flotta Giapponese, veniva costruita in modo da risultare il piu’ leggera possibile, questo per raggiungere velocita’ piu’ alte a scapito dell’integrita’ della struttura.

La struttura della Panokson era mantenuta insieme utilizzando chiodi di legno e identature ad incastro. Questo e’ un dettaglio molto importante perche’ la struttura assorbendo l’acqua si espandeva risultando piu’ forte. D’altra parte le navi Giapponesi utilizzavano chiodi di ferro che venivano costantemente indeboliti dall’opera corrosiva del sale indebolendo nel tempo l’integrita strutturale dell’intero scafo.

Questa differenza di integrita’ strutturale determinava anche il numero di cannoni che potevano essere utilizzati a bordo della nave. Poiche’ le imbarcazioni Giapponesi, non potevano sostenere le forze di ritorno dei cannoni, perfino la grande Atake poteva contare soltanto su tre cannoni in tutto. Al contrario la forte struttura delle navi Coreane riuscivano a sostenere un grande numero di cannoni a lungo raggio. Questi, potevano essere facilmente  installati sul capiente ponte superiore, che con il loro angolo dinamico potevano essere configurati per aumentarne la loro portata.

Per il numero limitato di cannoni che le navi potevano trasportare, i marinai Giapponesi dipendevano quasi esclusivamente sui loro moschetti, che avevano un raggio di fuoco pari a 100-200 m. (330-660 piedi). L’artiglieria Coreana, d’altra parte, poteva contare su una grande varieta’ di cannoni: Paradiso, Terra, Nero e Giallo. Il tipo di proiettili utilizzati consistevano in: daejon (freccie molto spesse e lunghe a forma di missile) con un raggio di 500 m (1.650 piedi); Chulwhan (colpo di cannone) che poteva coprire una distanza di 1 km. (3.300 piedi); Wangu, un tipo di mortaio, che lanciava pietre o gusci dal diametro di 20 cm. (7.8 pollici).

Un’altro aspetto dell’artiglieria Coreana e’ che questa non fu inventata per venire incontro all’improvvisa emergenza creata dalla guerra. Queste armi apparirono circa 200 anni prima. Grazie all’opera di Choi Mu-son, generale ed alchimista, Corea comincio’ lo sviluppo e la produzione di polvere da sparo e armi da fuoco.

I cannoni Coreani vennero usati per la prima volta e con enorme successo nel 1380 contro una grande flotta di pirati Giapponesi. Come termine di paragone la prima volta che connoni vennero utilizzati in una battaglia navale in Europa fu durante la Battaglia di Lepanto nel 1571, circa duecento anni dopo.

Nel quindicesimo secolo, sotto la guida del Re Sejong, che fu lui stesso un pioniere della ricerca scientifica, il rendimento dell’artiglieria miglioro’ in modo drammatico. Sviluppando un poligono di tiro vicino al palazzo reale e dopo molti esperimenti, Re Sejong finalmente riusci ad incrementare la portata dei cannoni da 300 m. (980 piedi) a 1800 m (6,000 piedi). Tra i cannoni navali sviluppati in questo periodo abbiamo: Paradiso, Terra, Nero e Giallo, che vennero utilizzati successivamente da Yi Sun-sin.

Lo sviluppo dell’artiglieria continuo’ anche dopo Re Sejong, e porto’ all’invenzione della Bikeokjinchonlae, una bomba a tempo che durante l’esplosione scagliava centinaia di pezzi di metallo, e il Dapoki, una macchina capace di lanciare frecce a ripetizione.

La principale strategia navale impiegata dalla flotta Giapponese fu quella dell’arrembaggio, in cui i marinai cercavano di salire a bordo alla nave avversaria per poi finire il nemico a colpi di spada. Il loro concetto di battaglia navale era, quindi, quello di uno scontro corpo a corpo piuttosto che tra battelli. D’altronde questo modo di combattere non era soltanto “Giapponese”, ma molto comune a quei tempi perfino nelle acque Europee.

La Marina Coreana, dunque, contando esclusivamente sul fuoco della sua artiglieria nel colpire ed affondare la flotta nemica, iniziarono un nuovo modo fare battaglia.

 

Confronto tra le navi Coreane e Giapponesi

 

Navi Coreane

Navi Giapponesi

Scafo

Forma a U

Veloce nei cambi di direzione grazie al piccolo raggio di curvatura

Forma a V

Grande potenziale di velocita’ ma grande raggio di curvatura

Equipaggio

Panokson: 120-200

Kobukson: 150

Atake: 200-300

Sekibune: 100

Kobaya: 40

Velocita’

3 Nodi

3 Nodi minimo

Tipo Vela

Alberi multipli: potevano essere issate sia vele quadrate che latine

Vela quadrata: utilizzata soltanto con il vento a favore.

Tipo Legno

Pino e Quercia

Cedro Giapponese e Abete

Giunti

Chiodi in legno: si espandono a contatto con l’acqua rafforzando l’intera struttura

Chiodi di metallo: il processo di corrosione rende la struttura piu’ debole nel tempo.

Arma

Principale

Artiglieria pesante: 500m (1.650 piedi) di portata.

Frecce infuocate.

Moschetti: portata 200m

(660 piedi)

Lance, Spade, Frecce.

Metodo

di Attacco

Sfondare lo scafo nemico. Bruciare e affondare la nave nemica.

Agganciare e assaltare la nave nemica per poi finire il nemico nella lotta diretta.

 

A4. Yi Sun-sin: le sue memorie e la sua influenza nella Corea di oggi.

Perfino dopo 400 anni, il nobile spirito dell’ammiraglio Yi, che salvo’ un paese dall’orlo del collasso, rimane oggetto di venerazione e ammirazione. Descriviamo di seguito i diversi modi con cui l’Ammiraglio Yi e’ stato ricordato fin dalla sua morte nella Battaglia di Noryang.

  1. King Son Jo, esprimendo le sue scuse e pregando per l’anima di Yi, parlo’ nel modo seguente durante il funerale dell’Ammiraglio:

Ti ho abbandonato, eppure

tu non mi ha mai lasciato.

Come posso esprimere in parole

tutta la sofferenza che avete patito in questo mondo,

tu e tutti coloro che porti nell’aldila’?

 

Successivamente, nel 1604 nel 37mo anno del regno di Son Jo, Yi fu onorato con il titolo postumo di Vice Primo Ministro. Nel 1643, nel 27mo anno del regno di In Jo, gli fu conferito il titolo postumo di ‘Chung Mu Gong’ (Signore al Valore Leale) e 1793, durante il 17mo anno del regno di Re Jung Jo, Yi fu nominato con il titolo onorario postumo di Primo Ministro.

Nel 1793, con l’Ordinanza Reale di Re Jung Jo, fu compilata la lista completa dei meriti e dei successi ottenuti da Yi durante il corso della sua vita. Quest’opera fu intitolata “Una Raccolta Completa sul Signore al Valor Leale Yi” e fu pubblicata in 14 volumi dopo tre anni di ricerca. Quest’opera e’ stata assegnata, e come tale protetta, come parte integrale del patrimonio culturale Coreano e considerata un’importante fonte storica dell’eredita’ di Yi alla Corea.

  1. Numerosi sacrai e monumenti sono stati costruiti e dedicati alla memoria dell’Ammiraglio, questo include il Sacraio di Asan. Nella parte meridionale della Corea, in cui rimangono tracce del suo passato, nei luoghi delle molte battaglie, alla stazione navale di Cholla, nei campi di esercitazione, il pubblico continua ad offrire omaggio alla sua memoria.
    Nel 1980 il Corpo della Marina Coreana costrui’ quattro copie esatte della Kobukson, la prima nave corazzata al mondo, e furono messe permanentemente in mostra all’Accademia Navale della Repubblica di Corea, al sacrario di Asan Hyeonchungsa, al Monumento dei Caduti e al Museo Nazionale di Jinju.

L’innovazione scientifica nella creazione della Kobukson di Yi, e’ oggi la forza trainante nell’industria navale Coreana di oggi. Piu’ del 30% delle navi nel mondo vengono costruite nei cantieri navali Coreani, e la sua tecnologia e’ considerata come la piu’ avanzata al mondo. Il volume di ordinazioni dell’industria navale Coreana continua ad essere di molto superiore a quello del suo piu’ vicino competitore Giapponese e questo trend e’ rimasto stabile da molti anni.

  1. L’Ammiraglio Yi e’ tra le figure piu’ rispettate nella storia Coreana e sono piu’ di 200 le pubblicazioni che lo riguardano, con 74 opere pubblicate tra il 2004 e 2005. La novella biografica “La Canzone delle Spada” basata sulla vita dell’ammiraglio, divenne un bestseller e fu perfino raccomandato dal Presidente Coreano Roh Mu-Hyun.
  1. Fin dall’inizio del 21mo secolo, molti Coreani si interessarono ai modi e metodi di Yi Sun-sin per il proprio sviluppo personale. La sua integrita’, lealta’ e devozione, le sue intelligenti strategie, il suo pensiero creativo, la sua conscenziosa preparazione nella raccolta di informazioni sono concetti che vengono incontro alle esigenze dei leader di oggi. Il campo economico e quello del management sono soltanto alcune delle aree in cui lo studio attento delle strategie e leadership utilizzate da Yi ha messo radici. Il professore Ji Youn-hee, autore di “In Times of Economical Warfare: A Meeting with Yi Sun-sin” sta dando lezioni nella serie intitolata “Yi Sun-sin nel Business Management”. Considerando Yi come medello per il leader del 21mo secolo, il professore Ji stostiene che sono molte le lezioni che possiomo imparare da lui: rimanare fedeli ai principi fondamentali, stabilire fiducia tra individui, puntare sull’innovazione, valutare le informazioni disponibili e non cadere vittima dell’orgoglio.

“Yi, prima di tutto, era rigoroso con se stesso, e rimaneva saldo nei suoi principi fino alla fine e conseguentemente conquistando la fiducia di quelli intorno a lui. Oggi questo potrebbe chiamarsi ‘Amministrazione Trasparente’. Poiche Yi fondo’ se stesso su principi morali, i suoi uomini nutrivano una fiducia assoluta in lui. In piu’ Yi fu una persona molto modesta, e quindi sempre preparata” – Prof. Ji Yong-hee

  1. Perfino della sfera culturale, Yi e’ emerso come figura iconica rappresentante la Corea del 21mo secolo. Lo show televisivo “L’immortale Yi Sun-sin” che debutto’ il 4 settembre 2004, ha raggiungo un record di ascolti del 30% e votato come uno delle trasmissioni piu’ popolari dell’anno. Il suo successo nell’est ha generato un considerevole interesse negli Stati Uniti, e una versione con sottotitoli venne prodotta subito dopo per l’utenza Americana.

  2. L’ammiraglio Yi e’ prima di tutto un simbolo di orgoglio e inspirazione per la Marina Coreana. L’Accademia Navale Coreana, la Marina della Repubblica Coreana, il Comando dell’Educazione e Training Navale e il Corpo Marino della Repubblica Coreana, sono tutti esempi di istituzioni governative che tutt’oggi studiano le tattiche e i metodi di comando dell’Ammiraglio Yi.

 



[1] According to Right Naval Station Warfare Formations with Illustrations published in 1780, over ten naval formations were used by the Korean Navy such as the Command, the Crane Wing, the Little Crane, the Straight, the Diamond, the Wedge, the Right Left Chal, the Circle, the Curvature and the Two Line.

[2] Korea employed multiple-masted ships from the Silla period (BC 57 AD 935). A Japanese record states that the ships used by Baekje and merchant ships of Chang Bo-Go of Silla had multiple masts. The superior performance of such ships came to be known to China also, and an ancient Chinese text Defending the Seas: A Discussion explains that The turtle-shaped ship of Korea can raise and lay down its sail at will, and it can travel with equal ease whether the wind is adverse or the tide low.

[3] The main type of timber traditionally used in Korea for shipbuilding is pine; to increase its strength oak, in particular the evergreen, was often used. Korean pine often has knots and bends, and because it was dangerous to process such a tree into thin timber, it was processed thickly to reinforce the strength. Traditional Japanese ships were commonly made out of the Japanese cedar or fir, which are lighter and easier to process than pine. Capitalizing on this, traditional Japanese ships have been built out of timber processed thinly and accurately. But strength-wise, cedars and firs suffer from the drawback of being weaker than pine. This in the end meant that Japanese ships were built out of weak material processed thinly, while Korean ships with strong material processed into thick timber.


<< Sezione Precedente