A1.
L’ammiragliato di Yi Sun-sin
Riportiamo di seguito alcune delle caratteristiche
principali della leadership di Yi Sun-sin, che possiamo riconoscere in ogni sua
vittoria.
1. Intensa
preparazione e training intensive
Prima
di ogni battaglia e persino durante la stessa, l’Ammiraglio Yi Sun-sin
sottopose i suoi uomini ad un training intensive nell’uso dell’arco,
artiglieria, nelle manovre navali e formazioni di attacco. Lui stesso lavoro’
incessantemente nel design di nuove armi e navi. Come esempio basta considerare
che dopo un solo anno dalla Battaglia di Myongnyang in cui lotto’ con sole
tredici navi, Yi Sun-sin riusci a costruirne altre settanta: un’incredibile
media di una nave ogni cinque giorni.
2. Studio
attento delle caratteristiche del
campo di battaglia
Il
litorale meridionale della Corea, scenario di molte feroci battaglie tra Corea
e Giappone durante la “Guerra dei Sette Anni”, e’ un labirinto marino formato
da un infinito numero di isole e rientranze. Inoltre la continua fluttuazione
delle veloci correnti negli stretti mutano le condizioni ad ogni cambio di marea.
Yi studio’ attentamente la dinamica delle maree e dei venti, insieme alle
peculiarita’ di ogni campo di battaglia. Sulla base delle sue indagini, Yi
pote’ contare su rotte secure ogni volta che guidava la sua flotta nelle ore
notturne, sfuggendo gli occhi del
nemico. Come evidenziano le battaglie di Hansan e Myongnyang, questa conoscenza
gli permise di usare complessi luoghi di battaglia a suo vantaggio sia in
azioni di attacco che di difesa.
3. Uso
diversificato di tattiche navali.
L’Ammiraglio
Yi ha usato un’ampia varieta’ di tattiche navali, oltre alla famosa “Formazione
ad Ala di Gru”.
Nella sua prima battaglia a Okpo, Yi organizzo’ la sua formazione orizzontalmente
e carico’ il nemico a piena velocita’ senza lasciare alcuno spazio di manovra
al nemico, neanche per fuggire, caricandolo con un intenso fuoco di
artiglieria. Nalla battaglia navale a Pusan,
utilizzo’ la formazione a ‘Serpente’ (in Coreano ‘Chang Sa Jin’) per cercare di
superare l’enorme svantaggio: 83 navi Coreane contro le 480 Giapponesi. Yi
utilizzo’ questa lunga e stretta formazione allo scopo di minimizzare l’esposizione
della sua flotta al fuoco nemico. Le forze Coreane uscirono vittoriose dal conflitto,
affondando 128 navi nemiche senza perderne alcuna. Nella battaglia di Happo, la
flotta dell’Ammiraglio forzo’ il nemico in un porto chiuso che gli premise di
affondare l’intera flotta nemica. In quel particolare scontro, Yi non uso’ una
particolare formazione, ma ordino’ semplicemente alle sue navi di caricare il
nemico, lasciando piena liberta’ d’azione all’ufficiale di bordo.
4. Guerra
psicologica contro il nemico e fiducia dai suoi uomini
Durante gli scontri navali, le flotte di Yi sottoposero il nemico ad
una pioggia incessante di frecce e cannonate fin dall’inizio della battaglia,
una tattica che risulto’ molto efficace nell’indebolire il morale nemico
riuscendo ad avere la meglio su di loro. Come conseguenza, i mariani Coreani
svilupparono una fiducia assoluta nelle capacita’ del
loro Ammiraglio, e il loro morale crebbe ad ogni vittoria.
5. Disciplina e principi rigorosi
Pigri ufficiali vennero ricompensati a colpi di frustrate, senza alcun
riguardo del
loro grado. I disertori venivano puniti con la morte, cosi come ufficiali
corrotti e coloro che commettevano lo stesso reato piu’ di una volta. Nella battaglia di Myongnyang, Yi rimprovero’
pesantemente An Wi, colpevole di aver
perso la sua posizione in preda al terrore. Yi lo minaccio’ a morte sotto corte
marziale se si rifiutava di avanzare; le sue parole risvegliarono lo spirito di
An Wi che comincio’ a combattere coraggiosamente. L’enfasi che l’Ammiraglio Yi pose nella
stretta obedienza alle leggi marziali e al mantenimento di una disciplina
assoluta hanno significato che l’intera Marina Coreana, dal suo supreme
comandante al soldato semplice, erano saldamente uniti, riuscendo cosi a
portare a compimento, con successo, tutte le formazioni navali e le tattiche
che richiedevano unita’ assoluta.
6. Alleati e Dovere
Nonostante l’Ammiraglio Cinese Chen Lien tento’ di ostacolare Yi nel
suo tentativo di distruggere le forze Giapponesi in ritirata, Yi salvo’ Chen
quando questo si trovo’ circondato dalle forze nemiche a Noryang e in pericolo
di essere catturato. Nella “Battaglia di Myongnyang”, An Wi rinnego’ il suo
giuramento di fedelta’ al suo comandante alla vista di un nemico cosi numeroso,
ma che fu successivamente salvato dallo stesso Ammiraglio quando si trovo in
difficolta’. Yi rimase sempre fedele ai suoi principi e non permise mai ai suoi
uomini di commettere ingiustizie o irresponsabilita’. Allo stesso tempo Yi
percepiva un forte senso d’obbligo verso i suoi marinai, che genero’ la loro
piu’ profonda fiducia, rispetto e devozione.
7. Un comando rigido che fece superare
le piu' grandi difficolta'
Durante la “Guerra
dei Sette Anni”, l’ammiraglio Yi, senza supporto dal governo central, si
occupo’ di ogni aspetto del
conflitto, dale provviggioni al reclutamento alla costruzione delle navi. Nelle
battaglie piu’ difficili, Yi si trovava sempre in prima linea nella guida della
sua flotta, allo scopo di ispirare i suoi uomini con il suo valore e zelo.
Quando la situazione diventava disperata, come nella “Battaglia di Myongnyang”
in cui la flotta Coreana scese in battaglia con sole tredici navi, Yi fu in
grado di caricare i suoi uomini con la sua audace massima: “Colui che cerca la
morte vivra’, e colui che cerchera’ la vita morira’”.
Dietro
i metodi utilizzati da Yi possiamo trovare la sua incorruttibile fedelta’ nel
servire il suo paese e il suo popolo. Nel rispetto dei suoi principi, Yi
dovette superare lunghe investigazioni, processi e torture. Nonostante tutto
lui rimase fedele al suo paese, perfino dopo essere stato imprigionato,
torturato e retrocesso al grado di soldato semplice: Yi credeva fermamente che
rimanere nella marina e sconfiggere il nemico era l’unico servizio che poteva
offrire alla sua nazione. Potremmo dire che la piu’ potente e importante
strategia dell’Ammiraglio Yi Sun-sin sia stata questa sua inconsueta e
bellissima devozione verso la sua patria.
A2 Le
battaglie navali dell’Ammiraglio Yi Sun-sin
Durante
la Guerra dei Sette Anni, Yi Sun-sin partecipo’ e vines tutte e ventitre le battaglie
contro il Giappone. Di seguito riportiamo una sintasi delle battaglie
combattute dall’Ammiraglio:
|
|
Data
|
Luogo
|
Navi Corea
|
Navi Giappone
|
Risultato
|
|
1
|
07/05/1592
|
Okpo
|
27
|
26
|
26 navi
nemiche affondate
|
|
2
|
07/07/1592
|
Happo
|
27
|
5
|
5 navi
nemiche affondate
|
|
3
|
08/08/1592
|
Chokjinpo
|
27
|
13
|
11 navi
nemiche affondate
|
|
4
|
29/05/1592
|
Sachon
|
26
|
13
|
13 navi
nemiche affondate
|
|
5
|
02/06/1592
|
Tangpo
|
27
|
21
|
21 navi
nemiche affondate
|
|
6
|
05/06/1592
|
Tanghangpo
|
51
|
26
|
26 navi
nemiche affondate
|
|
7
|
07/06/1592
|
Yulpo
|
51
|
7
|
7 navi
nemiche affondate
|
|
8
|
08/07/1592
|
Hansan-do
|
56
|
73
|
47 navi
nemiche affondate
12 navi
nemiche catturate
|
|
9
|
10/07/1592
|
Angolpo
|
56
|
42
|
42 navi
nemiche affondate
|
|
10
|
29/08/1592
|
Changrimpo
|
81
|
6
|
6 navi
nemiche affondate
|
|
11
|
01/09/1592
|
Hwajungumi
|
81
|
5
|
5 navi
nemiche affondate
|
|
12
|
01/09/1592
|
Tadaepo
|
81
|
8
|
8 navi
nemiche affondate
|
|
13
|
01/09/1592
|
Sopyongpo
|
81
|
9
|
9 navi
nemiche affondate
|
|
14
|
01/09/1592
|
Cholyong-do
|
81
|
2
|
2 navi
nemiche affondate
|
|
15
|
01/09/1592
|
Choryangmok
|
81
|
4
|
4 navi
nemiche affondate
|
|
16
|
01/09/1592
|
Pusanpo
|
81
|
470
|
128 navi
nemiche affondate
|
|
17
|
04/03/1594
|
Jinhae
|
30
|
10
|
10 navi
nemiche affondate
|
|
18
|
05/03/1594
|
Tanghangpo
|
124
|
50
|
21 navi
nemiche affondate
|
|
19
|
29/091594
|
Changmunpo
|
50
|
117
|
2 navi
nemiche affondate
|
|
20
|
16/09/1597
|
Myongnyang
|
13
|
330
|
31 navi
nemiche affondate
90 navi
nemiche seriamente danneggiate
|
|
21
|
18/07/1598
|
Choli-do
|
?
|
100
|
50 navi
nemiche affondate
|
|
22
|
20/09/1598
|
Chang-do
|
211
(Corea
83+
Cina
128)
|
?
|
30 navi
nemiche affondate
11 navi
nemiche catturate
|
|
23
|
18/11/1598
|
Noryang
|
146
(Corea 83+
Cina 63)
|
500
|
450 navi
nemiche affondate
|
Tutte le date sono basate sul calendario Cinese, utilizzato nell’Asia
dell’est fino alla fine del
diciannovesimo secolo.
Won Kyun fu nominato Supremo Comandante Supremo al
posto di Yi quando quest’ultimo era stato degradato a soldato semplice, e
condusse la flotta navale in tre battaglie che si conclusero come le peggiori
catastrofi della Marina Coreana.
|
|
Data
|
Luogo
|
Navi Corea
|
Navi Giappone
|
Risultato
|
|
1
|
7/7/1597
|
Cholyong-do
|
168
|
500
|
7
Korean ships
sunk
& captured
|
|
2
|
7/9/1597
|
Kadok
|
161
|
1000
|
27
Korean ships
sunk
& captured
|
|
3
|
7/16/1597
|
Chilchonnyang
|
134
|
1000
|
122
Korean ships
sunk
& captured
|
Oltre alle 23 battaglie, Yi fu coinvolto in altri
piccoli scontri. Questi includono l’assalto Coreano alla base navale Giapponese
e il successo ottenututo nel difendere la propria base dall’attacco Giapponese.
|
|
Data
|
Luogo
|
Navi Corea
|
Navi Giappone
|
Risultato
|
|
1*
|
02/10/1593
~03/06/1593
|
Woongchon
|
89
|
40
|
Giappone:
100 vittime
|
|
2
|
04/10/1594
|
Changmumpo
|
50
|
?
|
Ritiro
Japanese
|
|
3
|
28/08/1597
|
Eoranjin
|
12
|
8
|
Ritiro
Japanese
|
|
4
|
07/09/1597
|
Byukpajin
|
12
|
13
|
Ritiro
Japanese
|
|
5
|
13/11/1598
|
Chang-do
|
146
(Corea
83+
Cina 63)
|
10
|
Ritiro
Japanese
|
* Il numero delle navi coinvolte e i risultati
delle battaglie sono stati estratti dai “Diari di Guerra” dell’Ammiraglio Yi,
dai “Memoriali di Corte” e dagli “Archivi Reali della Dinastia Choson”
considerati l’archivio ufficiale governativo.
* Durante la Guerra dei Sette Anni, le flotte
Coreane non persero nessuna nave, anche se un numero imprecisato di uomini cadde
sotto il fuoco dei moschetti Giapponesi; per l’errore di due capitani, soltanto
due navi vennero perse sulla via di ritorno dopo la battaglia di Woongchon.
Queste incredibili vittorie della Marina Coreana possono essere attribuite
all’integrita’ strutturale delle loro navi, dei materiali utilizzati e alla
superiorita’ della capacita’ di fuoco dell’artiglieria. Le navi Giapponesi
avevano da uno a tre cannoni con una portata molto inferiore, inoltre i loro
moschetti anche se molto efficaci in uccidere uomini, erano del tutto inefficaci nell’affondare navi. Yi,
percio’, utilizzo’ la strategia di affondare le navi nemiche utilizzando il
lungo raggio di fuoco dei suoi cannoni che riuscivano a raggiungere l’obiettivo
prima ancora che le forze Giapponesi potessero rispondere al fuoco con i loro
moschetti. Soltanto grazie all’uso che Yi fece della superiorita’ strutturale e
dell’artiglieria delle sue corazzate, la Marina Coreana pote’ realizzare i
successi senza precedenti nella storia della guerra navale.
* Delle ventritre battaglie che Yi ha combattuto,
la piu’ grande e feroce tra tutte fu la “Battaglia di Noryang”; il conflitto
finale che vide 146 navi delle forze Coreani e Cinesi, contro le 500 corazzate
Giapponesi che stavano trasportando a case l’intero esercito in ritirata. La
lunga guerra originata dalle ambizioni di un uomo in cerca di fama e
territorio, tolse la vita ad un numero infinito di innocenti e distrutto la
loro patria. Raccogliendo tutto cio’ che aveva a disposizione a bordo delle
poche navi rimaste, Yi si diresse verso Noryang per l’ultima battaglia:
l’ultimo dovere per il suo paese con la sua gente. Nel cuore della battaglia si
tolse l’armatura e l’elmo, cominciando a lanciare frecce e suonando lui stesso
i tamburi di battaglia. Questa fu la prima volta
che Yi si tolse l’armatura durante una battaglia. Forse questo era il suo modo
di concludere una vita di stenti e difficolta’ con l’ultima vittoria in mare. Quando fu colpito da un
proiettile nemico, nessuno delle sue truppe, cosi come le truppe Cinesi,
seppero della sua morte. Ognuno stava combattendo il nemico con tutte le forze
rimaste fino alla fine, quando riuscirono nell’impresa annientando 450 delle
500 navi Giapponesi. Fu la piu’ vittoria
piu’ onorata e preziosa che la flotta Coreana riusci a guadagnare grazie al
sacrificio dell’ammiraglio.
Con l’ultimo respiro disse:” Non dite a nessuno della mia morte”,
preoccupandosi che la notizia della sua morte pottesse indebolire gli spiriti
dei suoi uomini durante la lotta con il nemico.
A3
Le navi e le armi della Corea e del Giappone
Durante la Guerra dei
Sette Anni, la marina Coreana utilizzo’ le corazzate “Panokson” e
“Kobukson”. La Panokson venne utilizzata
come nave di sostegno, mentre la Kobukson come veicolo principale di attacco.
La flotta Giapponese
poteva contare sulla grande “Atake”, sulla media “Sekibune” e sulla piu’
piccola “Kobaya”. La Atake serviva come nave ammiraglia in cui i comandanti
davano i loro ordini, mentre la Sekibune formava la maggioranza della flotta.
La caratteristica
principale della corazzata Coreana Panakson fu il fatto di avere piattaforme
multiple. Tutto il personale non combattente era posizionato tra piattaforma
principale e quella superiore, lontano dal fuoco nemico. Il personale
combattente era disposto sul ponte superiore, che permetteva loro di attaccare
il nemico da un punto piu’ alto. La flotta Giapponese utilizzava praticamente
vasselli a ponte unico con l’unica eccezione della grande Atake.
In linea con la
tradizionale struttura delle navi Coreani, la Panokson aveva una base piatta.
Questa caratteristica era dettata dalla natura delle coste Coreane, con la sua
grande varieta’ di maree e le sua piatte e vaste spiagge. Questa struttura
piatta permetteva alla nava di sedere tranquillamente sulla spiaggia nei
momenti di bassa marea dopo aver raggiunto la costa o dopo essersi incagliata
nel cambio di marea. Questo tipo di struttura permette una grande
manovrabilita’ soprattutto nei cambi di rotta improvvisi. La Panokson fu una
delle piu’ importanti ragioni sul perche’ l’Ammiraglio Yi raggiunge un cosi
grande successo nell’uso della formazione ad “Ala di Cigno” nella Battaglia di
Hansan.
Al contrario i vascelli
Giapponesi avevano una forma a “V”. Questa forma era vantaggiosa nella corsa
rapida o nelle lunghe distanze per la sua minore resistenza in acque profonde. Ma questa forma oppone una forte resistenza
nei cambi di rotta: come conseguenza il raggio percorso dalla nave in una curva
stretta e’ considerevole cosi come il tempo necessario a compierla.
Sia le navi Coreane che
Giapponesi utilizzavano vele e remi come mezzo di propulsione. Dei due tipi
base di vela, quadrata o latina, quella quadrata
fornisce una migliore prestazione con il vento favorevole, mentre e’ pessima
con il vento contro; mentre la vela latina
da ottimi risultati contro-vento, anche se necessita di un numero maggiore di
persone per manovrarla. Nell’Occidente, le vele quadrate vennero utilizzate nei
galeoni dell’antica Grecia e nelle navi Vichinghe, mentre la vela latina fece il suo
ingresso nel Mediterraneo nel tardo Medio Evo. Nell’era delle grandi
esplorazioni, navi con entrambi i tipi di vela eventualmente fecero il loro
ingresso. In Corea questo tipo di navi vennero utilizzate sin dall’ottavo
secolo. Le navi Coreane Panokson e Kobukson avevano, quindi, due alberi che
erano facilmente gestibili in modo da poter navigare in tutti i tipi di vento,
sia a favore che contrario.
Anche la Atake delle forze Giapponesi aveva due alberi, ma la maggior parte
delle altre navi erano a vela quadrata che rendeva la navigazione possibile
soltanto in condizioni di vento favorevoli.
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